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Boom di contratti a tempo indeterminato nel primo trimestre 2019

I dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps segnalano una crescita di trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato nei primi tre mesi del 2019: da 125 mila a 219 mila (+75%).

Data di pubblicazione: 03/07/2019  

I dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps mostrano che nel primo trimestre del 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, crescono i contratti a tempo indeterminato, i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente. In evidente diminuzione risultano invece i contratti di somministrazione (-36,3%).

Nel corso dei primi tre mesi del 2019 si conferma, rispetto al 2018, l’incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che risultano quasi raddoppiate (da 125.000 a 219.000: +94.000, +75,5%).In particolare, a marzo il saldo sui dodici mesi dei rapporti di lavoro stabili è passato in positivo per 324mila unità, dal passivo di 57mila registrato un anno prima.

Soltanto nel primo trimestre il saldo per gli indeterminati è di circa 241mila unità, un livello più che doppio nel confronto con il primo quarto dello scorso anno. Un lieve incremento si registra per le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+7,0%).

Le cessazioni nel complesso sono state 1.318.000, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: la riduzione ha riguardato le cessazioni di contratti in somministrazione, di rapporti a termine e di rapporti a tempo indeterminato; in crescita sono invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente e di contratti in apprendistato.

Per quanto riguarda le assunzioni distinte per classe dimensionale, le imprese con oltre 16 dipendenti presentano complessivamente una variazione negativa, mentre sostanzialmente stabili risultano le assunzioni delle imprese fino a 15 dipendenti. Quanto ai motivi di cessazione nel primo trimestre del 2019 sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo del 2018, sia i licenziamenti economici che i rapporti a termine conclusi alla loro scadenza prevista.

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Boom di contratti a tempo indeterminato nel primo trimestre 2019

I dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps segnalano una crescita di trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato nei primi tre mesi del 2019: da 125 mila a 219 mila (+75%).

Data di pubblicazione: 03/07/2019  

I dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps mostrano che nel primo trimestre del 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, crescono i contratti a tempo indeterminato, i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente. In evidente diminuzione risultano invece i contratti di somministrazione (-36,3%).
Nel corso dei primi tre mesi del 2019 si conferma, rispetto al 2018, l’incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che risultano quasi raddoppiate (da 125.000 a 219.000: +94.000, +75,5%).In particolare, a marzo il saldo sui dodici mesi dei rapporti di lavoro stabili è passato in positivo per 324mila unità, dal passivo di 57mila registrato un anno prima.
Soltanto nel primo trimestre il saldo per gli indeterminati è di circa 241mila unità, un livello più che doppio nel confronto con il primo quarto dello scorso anno. Un lieve incremento si registra per le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+7,0%).
Le cessazioni nel complesso sono state 1.318.000, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: la riduzione ha riguardato le cessazioni di contratti in somministrazione, di rapporti a termine e di rapporti a tempo indeterminato; in crescita sono invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente e di contratti in apprendistato.
Per quanto riguarda le assunzioni distinte per classe dimensionale, le imprese con oltre 16 dipendenti presentano complessivamente una variazione negativa, mentre sostanzialmente stabili risultano le assunzioni delle imprese fino a 15 dipendenti. Quanto ai motivi di cessazione nel primo trimestre del 2019 sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo del 2018, sia i licenziamenti economici che i rapporti a termine conclusi alla loro scadenza prevista.

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